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Una risposta a Contatti

  1. Roberto Cini Pisa scrive:

    Il partito a Pisa visto da fuori può sembrare un’oligarchia, tra l’altro subalterna.

    Comunicati stampa, incontri coi senza casa, con le associazioni, presenze di delegazioni alle iniziative altrui: Rifondazione presente con Barbuti, Bini, Corti, qualche volta Oliveri e un rappresentante delle/dei GC: sempre, sembra un protocollo, un cerimoniale. Casualità o precisa scelta di indirizzo politico? Io temo per la seconda ipotesi. I compagni citati sono ottimi, generosi e capaci, non sono davvero loro il bersaglio di questo intervento, solo che potrebbero essere o diventare strumenti (inconsapevoli) di un disegno politico nella testa di chi sta sopra di loro e di tutto il corpo militante del PRC. Un passo indietro. Com’è noto la federazione, attraverso il proprio CPF, ha deliberato che si andrà ad una conferenza di organizzazione, in luogo del congresso regionale che, invece, non si terrà per la scelta di potere dei vertici toscani del partito che si sono ben guardati dal dimettersi dopo il vergognoso modo di gestire la partita delle elezioni regionali. Conferenza con la quale saranno (speriamo) ridisegnate e ottimizzate le cariche. Giusto, giustissimo, dovevamo pensarci prima. Ma intanto… intanto la conferenza di organizzazione non si capisce quando, dove, come sarà fatta. Tra l’altro ora ci sarà la Festa di Liberazione, poi le vacanze, dopo l’estate il congresso fondativo della Federazione della Sinistra, che diamine la conferenza può attendere… Mentre il mondo va avanti e in questa città – come del resto in Italia e nel mondo – succede di tutto: sgomberi, patti per la sicurezza, sfratti a Rebeldìa, crisi aziendali e posti di lavoro a rischio, solo per citare i temi più caldi. Ma naturalmente il PRC c’è: Bini, Corti, Oliveri, una/un GC, sempre loro. Dall’esterno potrebbero chiederci se siamo un partito, una comunità o una oligarchia? Poiché i compagni Barbuti, Bini, Corti, Oliveri sono tutt’altro che oligarchi, penso appunto che dietro ci sia una scelta di linea politica, ecco che la conferenza di organizzazione viene sopportata a Firenze a patto che sia usata come scusa per allungare i tempi (e il brodo), in modo di andare più possibile a ridosso, o meglio ancora a dopo, il congresso della Federazione della Sinistra. Perché? Semplice, la nascita della FdS come soggetto politico sancirà il rientro organico nel centrosinistra con l’addio definitivo alla tanto sbandierata e mai praticata autonomia dal PD a Pisa, come in Toscana e nell’intero territorio nazionale. Un esempio solo, citando l’attualità di meno di due ore prima dal momento in cui sto scrivendo: in Prefettura a firmare il Patto per Pisa, consegnando per quella via la città alla destra, a fare gli onori al ministro leghista Maroni c’era anche la Giunta Regionale della Toscana, all’uopo rappresentata dall’assessore Salvadori. Non mi risulta che il capogruppo in Consiglio Regionale PRC e/o l’assessore in quota PRC abbiano preso la parola per impedire quella presenza, o almeno per dire che noi non eravamo d’accordo. Macchè, silenzio… Lo stesso silenzio che ci sarà quando Maroni chiederà la contropartita di aprire il CIE in Toscana e Enrico Rossi “darà la dovuta collaborazione istituzionale a cui la regione è tenuta”, come da pag. 14 del programma di mandato del Presidente “La Toscana avanti tutta!”. La FdS, il cui progetto all’inizio era ambizioso ed interessante, invece che aggregare “alla sinistra sociale e di movimento dei partiti a sinistra del PD”, si è ridotta alla sommatoria di ceti politici falliti non solo senza bussola, ma che stanno tentando l’ultima carta per non rimanere anche senza poltrona. Allora avanti con chi, a differenza del sottoscritto, “non rompe i maroni a Maroni”. Controbatteranno che “loro” hanno scritto comunicati, si son detti in totale disaccordo col “Patto”… Tutte chiacchiere, di fronte a certe cose si dovrebbe rompere anche una Giunta Regionale, posto che secondo me non dovevamo nemmeno esserci entrati. Naturalmente si fa per dire, figurati se loro prenderanno l’ipotesi minimamente in considerazione. Povera sinistra, povera Italia, poveri a noi…

    Roberto Cini, marginalizzato dal PRC di Pisa.

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